Carriera artistica

Sergio Fantoni è nato a Roma il 7 agosto del 1930.
Figlio d'arte (anche il padre Cesare Fantoni e la madre Afra Arrigoni sono stati interpreti teatrali), è attivo nel mondo del teatro, del cinema, della televisione e della radio dai primi anni cinquanta.

Sebbene cresciuto in una famiglia di artisti, Fantoni non ha un contatto immediato con il mondo della recitazione, ma è avviato dalla famiglia verso una formazione classica-borghese. Dopo il liceo classico frequenta la facoltà di ingegneria per poi passare ad architettura. Durante gli anni universitari si avvicina, quasi di nascosto dai familiari, al teatro sperimentale. Contemporaneamente inizia, grazie alle conoscenze del padre, brevi attività come annunciatore e attore alla RAI e, come doppiatore, con la Cooperative Doppiatori Cinematografici, allora la principale società di doppiaggio. Quanto basta per farlo notare nell’ambiente teatrale. La sua prima grande soddisfazione la deve a Luchino Visconti, che, notata la sua notevole presenza scenica, affida a questo giovane sconosciuto, alla sua seconda esperienza teatrale, una parte di primo piano: Giasone, nella “Medea” di Euripide, con la grande Sarah Ferrati.
Poi è Giorgio Strehler a chiamarlo, per “La trilogia della villeggiatura” di Carlo Goldoni. E ancora Visconti per “Uno sguardo dal ponte” di Arthur Miller con Paolo Stoppa e Rina Morelli.

Gli anni sessanta gli offrono nuove opportunità di lavoro con l'interpretazione dei primi grandi sceneggiati televisivi, primo fra tutti, nel 1961, “Ottocento”, da Salvator Gotta, interpretato a fianco di Lea Padovani e Virna Lisi e con la regia di Anton Giulio Maiano, dove indossa “con romantica disinvoltura” i panni di Costantino Nigra dibattuto tra politica e sentimento. Questo personaggio gli procura un successo di carattere popolare che lo accompagnerà per tutta la vita. Rinnovato in parte nel ’63 con “Giuseppe Verdi” di M.Cancogni con la regia di Mario Ferrero..

La sua filmografia ha inizio dalla fine degli anni quaranta. Include film in costume, storici, biblici (fra cui numerosi dei “peplo film” in voga negli anni sessanta), drammatici, epici, esotici, polizieschi ma anche commedie brillanti, erotiche e/o drammatiche, ovvero il repertorio di un attore a tutto tondo.
Dopo il successo televisivo è diretto da registi come Roberto Rossellini in “Era notte a Roma”, da Giuliano Montaldo in “Tiro al piccione”, da Citto Maselli in “I delfini”.
Ruoli moderni, in cui sfrutta la sua maschera ambigua. Personaggi deboli, ansiosi, insicuri.
Come attore cinematografico lavora molto anche all'estero, in particolare vivendo un'intensa stagione professionale a Hollywood dal ’63 al ’66, con film di grande successo e con star internazionali, come Paul Newman, Frank Sinatra, Doris Day e registi come Mark Robson, Blake Edwards.

Tornato da Hollywood, carico di quella esperienza, decide di autogestire il suo lavoro teatrale e con Luca Ronconi e Valentina Fortunato (sposata a Roma nel 1961, dalla quale ha avuto la figlia Monica) prima, e poi con Lilla Brignone, Giancarlo Sbragia, Ivo Garrani, Luigi Vannucchi, Virginio Puecher e l’organizzatore Fulvio Fo, da vita nel 1968 alla prima cooperativa teatrale italiana: Gli AssociatiL’iniziativa ha un grande seguito nel mondo del teatro e apre la strada a nuovi modelli organizzativi e a nuovi soggetti artistici.

Il suo repertorio teatrale è quanto mai vasto e comprende titoli dei principali drammaturghi del XIX e XX secolo, ma non solo. Con il giovane Luca Ronconi interpreta la sua prima, vera interpretazione: De Flores nei “Lunatici” di Middleton e Rowley. E sempre con Ronconi è nel “Il candelaio” di G. Bruno, Le mutande di Sterneim, “Pour Lucrece” di J Giraudoux, “Misura per Misura” di W. Shakespeare.
Per la regia di Giorgio Strehler recita oltre che nella “Trilogia della villeggiatura” di C. Goldoni, nei “Giacobini” di F. Zardi e nella “Minna von Barnhelm” di Gotthold Ephraim Lessing. Con Giuseppe Patroni Griffi è nei “Tradimenti” di Harold Pinter. Con Virginio Puecher è “Zio Vanja” di A. Cechov e Prospero nella “Tempesta” di W.Shakespeare. È protagonista dei seguenti lavori di Manlio Santarelli: “Regina madre”, “Uscita d'emergenza”, “Vita natural durante. Di queste opere ha curato anche la regia.
Fra gli altri classici da lui interpretati si segnalano: “Tre sorelle” di Anton Čechov per la regia di Giorgio De Lullo; “L'uomo difficile” di Hugo von Hofmannsthal con la sua regia.

Nel 1983, con Mauro Carbonoli e Ilaria Occhini, fonda La Contemporanea ‘83, “coperativa di produzione teatrale”, coprendo il ruolo di direttore artistico e dedicandosi principalmente alla produzione di commedie contemporanee: “La cosa vera” di Tom Stoppard, “I cinque sensi” di Luigi Squarzina, “Musica” di Margherite Duras, “Orphans” di Lyle Kessler, “Purché tutto resti in famiglia” di Alan Ayckbourn, “Visita di un padre a suo figlio” di Jean Louis Bourbon, “I giganti della montagna” di Luigi Pirandello, “I soldi degli altri” di Jerry Sterner, “Festa d’estate” di Terrence Mc Nally, “Come le foglie” di Giuseppe Giocosa, “Il lungo pranzo di Natale” di Thornton Wilder, “La scuola delle mogli” di Moliere, “Dal matrimonio al divorzio” di Georges Feydeau.

Nel gennaio del 1997 viene operato di laringectomia. Perduta la piena disponibilità della sua voce interrompe l’attività di attore e si dedica alla regia e alla direzione artistica della Contemporanea, trasformata in società di produzione, con Fioravante Cozzaglio direttore organizzativo.
Gli ultimi interventi come attore sono: “Il caso Moro”, di Roberto Buffagni, regia di Cristina Pezzoli, e “L'ultimo nastro di Krapp” di Samuel Beckett, sempre con Cristina Pezzoli.

Dalla stagione 2000/2001 dirige:
Il Libertino” di Eric-Emmanuel Schmitt, con Ottavia Piccolo e Gioele Dix.
Le furberie di Scapino” di Moliere con Paolo Bonacelli.
Bellissima Maria” di Roberto Cavosi con Ottavia Piccolo e Ivano Marescotti;
Zio Vania” di Cechov con Andrea Giordana.
Edipo.com” di cui è anche coautore con Gioele Dix e Francesco Brandi.
Piccoli Crimini Coniugali” di Eric Emmanuel Schmitt con Andrea Jonasson e Gianpiero Bianchi.
Giù dal Monte Morgan” di Arthur Miller con Adrea Giordana e Benedetta Buccellato.
Processo a Dio” di Stefano Massini con Ottavia Piccolo, Vittorio Viviani, Silvano Piccardi.
Tutta colpa di Garibaldi” di cui è anche coautore, con Gioele Dix.
La commedia di Candido” di Stefano Massini, con Ottavia Piccolo e Vittorio Viviani.
"L'arte del dubbio", di S. Massini  dal libro di G. Carofihglio. Con  O. Piccolo e V. Viviani. 19.1.2012


Insieme a Ivo Chiesa, direttore e fondatore del Teatro stabile di Genova, e all’attrice Bianca Toccafondi, riceve nel 2002 il Premio alla carriera intitolato a Ennio Flaiano.